Il Radicchio d’Oro è alla diciannovesima edizione, eppure sembra ieri quando Egidio Fior l’ha pensato e poi voluto. Il Premio è cresciuto in tutti questi anni grazie all’entusiasmo degli organizzatori, di chi ha creduto che fosse utile, di tutti i partecipanti: ospiti e premiati. Un avvenimento atteso, unico nel genere nella Regione e non solo. L’idea di Egidio Fior e del Gruppo dei Ristoratori del Radicchio di premiare chi si distingue nell’ambito dell’enogastronomia, dello sport e della cultura, ha sempre trovato ampi consensi e vivi apprezzamenti.

Tutti coloro, e sono ormai tanti, che dal 1999 si sono presentati all’Hotel Fior per ricevere il Premio, se ne sono andati con la consapevolezza di aver vissuto una serata indimenticabile grazie all’accoglienza tipicamente veneta, che unisce serietà e convivialità, all’atmosfera amichevole e professionale, all’attenzione massima e mai leziosa per l’ospite, che la famiglia Fior ha saputo donare.

Il radicchio di Treviso, fiore che si mangia, è stato ed è testimone di tutto ciò. Trionfa sui piatti e sui decori come un principe nella sala del trono, attorniato da illustri personalità del mondo dello sport, dello spettacolo, dell’arte, della letteratura, della moda, della TV, della canzone, della cucina, della solidarietà, dell’impresa. Il “Radicchio d’Oro” non è solo un premio, è soprattutto una festa, un convivio tra persone diverse per attitudine e abilità, ma accomunate dagli stessi sentimenti, dalle stesse passioni e dagli stessi valori.

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