Birra: ormai si beve anche in inverno

La birra, in Italia, è ormai per tutte le stagioni, dall’inverno all’estate. L’ultima edizione di AssoBirra Monitor fa la fotografia della situazione: consumi a +2,2 per cento negli ultimi sei mesi del 2019 rispetto al secondo semestre del 2018. Se nei mesi più caldi c’è stato un +7 per cento, a dicembre c’è stato un eloquente più 1,5 per cento.

Michele Cason è il presidente di AssoBirra, che rappresenta più del 90 per cento della produzione nazionale e il 71 per cento della birra immessa sul mercato nazionale, con 140 mila addetti. Dice: “Questi risultati si devono a un settore che si è caratterizzato, negli anni, per la presenza di una moderna filiera agricola e di un tessuto imprenditoriale e produttivo che ha investito in Italia. Aggiungiamoci l’innovazione sempre più sostenibile”.

Nel nostro Paese, i consumi hanno superato i 20 milioni di ettolitri, mentre la produzione nazionale è andata oltre i 16 milioni di ettolitri. Il 77 per cento degli italiani beve birra, il 77 per cento delle donne e il 48,3 per cento dei consumatori la beve abbinata al cibo. Il consumo pro capite è di 33,6 litri nel 2018, in Europa siamo solo al 25esimo posto. Vince in questa la classifica il consumatore ceco (141 litri), i più grandi bevitori poi sono gli austriaci (107 litri), i tedeschi (102) e i polacchi (100). Per produzione, risaliamo al decimo posto in Europa, in una graduatoria comandata da Germania e Polonia. Nel nostro Paese ci sono più di 7 mila etichette.

Da rilevare la crescita della birra artigianale, con la quota di mercato superiore al 3 per cento. I numeri: 550 mila ettolitri prodotti e 850 impianti in funzione. Recentemente, Coldiretti ha presentato un marchio “da filiera agricola italiana” a tutela della birra artigianale Made in Italy, garantendo al contempo l’origine delle materie prime. Il Consorzio Birra Italiana, costituito ad hoc, vede insieme cinque soci: Baladin, Marco Farchioni del birrificio Mastri Birrari Umbri, Giorgio Maso del birrificio dell’Altavia, Vito Pagnotta del birrificio agricolo Serro Croce, Giovanni Toffoli della Malteria Agroalimentare Sud. Dodici sono le aziende che aderiscono per 58 mila ettolitri (10-11 per cento della produzione nazionale).

Una filiera agricola nostrana è molto utile per ridurre l’import di materia prima: al momento, infatti, importiamo il 60 per cento del malto e quasi il 100 per cento del luppolo. “La domanda è diventata negli anni sempre più raffinata – spiega Coldiretti – con sempre maggiore attenzione per l’origine delle materie prime e la ricerca di varietà particolari, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo, c’è poi quella alle visciole, al radicchio rosso o al riso”.

Roma e Milano concentrano il 20 per cento delle vendite totali di birra, nel canale moderno (Super+Iper), per 1,3 miliardi di euro. Dati 2018.