Decumano di Terni: ristorante, biblioteca, ritrovo per aperitivi letterari e mostre

 

Nel centro storico di Terni, in via Garibaldi, c’è un locale che unisce i piaceri del palato a quelli dell’estetica: è il ristorante Decumano, aperto un anno e mezzo fa. La titolare è Marzanna Zehaluk, a gestirlo è suo marito Fernando Pieramati, un pozzo di idee in grado di portare avanti la buona cucina e l’arte allo stesso tempo. Il Decumano ospita infatti mostre pittoriche e incontri di cultura, oltre che eventi musicali.

 

“Il ristorante si trova all’interno di Palazzo Montani, costruito nel 1603. Dal 1939 è sotto il controllo della Sovrintendenza ai Beni culturali. Noi occupiamo quella che forse era la cantina piuttosto che un magazzino o dove trovavano posto le stalle del Palazzo. Tre ambienti costituiscono il “Decumano”, gli ingressi sono due, sulla strada e sul cortile, non accessibile per motivi di sicurezza. La particolarità è la porta molto bassa, 180 centimetri circa, la sala ha la volta fatta di mattoni originali”.

 

La cucina “non è solo locale. È rivisitata”. Si va dunque da una pasta alla carbonara fatta con il limone a una condita con pistacchio e salse di noci. “La nostra tagliata è tra le più buone che esistano, come ci dicono spesso i clienti che vengono a mangiare da noi. I dolci sono di nostra produzione, dai cheese-cake a quelli fatti con crema, panna o cioccolata”. Non è da meno la carta dei vini: “Per il rosso puntiamo molto su quello umbri: Montefalco, Sagrantino e Sangiovese. Per i bianchi ci rivolgiamo pure fuori regione con Prosecco, Verdicchio e Traminer. Il “Decumano”non è un locale per sommelier, ma soddisfiamo tutte le esigenze. Ci sono pure alcuni vini prodotti nella zona di Todi che sono molto apprezzata. E’  presente poi il bar: “Che naturalmente serve principalmente il ristorante, ma prepariamo pure cocktail e aperitivi”. Verrebbe da aggiungere che spesso si tratta di aperitivi letterari. Culturali.

 

“Al momento stiamo ospitando la mostra di una pittrice romana, Sveva De Felice, che ha esposto 11-12 quadri della sua produzione, riferiti alla ricerca del bello, che rappresentano muse, Apollo e Dioniso. Sono in libera visione e possono essere anche acquistati”. In passato, sono stati ospitati altri artisti di fama, Leonardo Martellucci, Dorina Gervasi, Giovanni Battista Scorzino. Sempre al Decumano sono stati presentati libri e si sono svolti eventi musicali. “Interessantissima la conversazione con l’archeologo umbro Mario Polia, che ha scritto libri sulla Valnerina.

Ci ha parlato della differenza tra il cibo festivo e quello contadino di tutti i giorni”. Al ristorante ternano si è parlato di Giuseppe Tucci, autentico conoscitore della cultura tibetana, considerato un vero e proprio ambasciatore in Asia e in Estremo Oriente. La musica, come detto: anche questa è spesso presente al Decumano e si spazia da quella celtica a quella classica, passando per quella leggera.

 

“Abbiamo cercato, fin dall’inizio, di creare un locale che non fosse solo per chi vuole nutrire il corpo, ma anche la mente. L’ambiente aiuta, è elegante, le sale sono piccole ma tutte collegate tra loro. Disponiamo pure di una biblioteca permanente, con una centinaio di libri a disposizione per i clienti”. Al Decumano, insomma, la buona cucina è solo una delle tante ‘attività’, benché sia anche la principale. E in 18 mesi – l’apertura è di agosto 2017 – di strada ne è stata fatta già tanta. Oggi possiamo parlare di punto di riferimento per i ternani e non solo. Mangiare bene e fare cultura: queste le due qualità abbinate che fanno innamorare chi viene qui.