LA VITA E’ TROPPPO CORTA PER BERE VINI CATTIVI

questo il sottotitolo quantomai sottoscrivibile di “LUIGI VERONELLI ” il libro di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi mandato in libreria da Giunti Editore e Slow Food, 320 pagine con immagini, foto e documenti a € 16,50.
E’ un viaggio nel mondo del grande Gino , il papà della pubblicistica enogastronomica italiana , attraverso le testimonianze di chi gli fu più vicino:
Gian Arturo Rota, prima ragazzo di bottega (nell’accezione migliore dei termini) e poi alter ego prezioso e puntuale durante oltre 20 anni di attività di Veronelli e Nichi Stefi autore televisivo dei grandi successi Veronelliani sul piccolo schermo alcuni dei quali accanto all’ “immensa” Ave Ninchi.
E’ un libro affascinante che ci permette di conoscere da vicino la vita ed il pensiero di questo gastronomo – anarchico – filosofo – scrittore che inventandosi il mestiere che gli piaceva gettò le basi della nuova enogastronomia italiana.
Veronelli non fu un uomo facile, i suoi giudizi sferzanti frustarono i ronzini stanchi dell’enogastronomia nazionale per far emergere la nuova linfa dei giovani e dei contadini posti al centro della vicenda nazionale. Ebbe il grande merito di vedere il mondo agricolo e della ristorazione attraverso lo sguardo della propria formazione culturale che vedeva la base nella terra e nei contadini e l’apice nel prodotto che doveva essere sempre riconoscibile per provenienza e composizione. I concetti di cru e di terroir in Italia li introdusse Gino e non furono gli unici.
Dalle DOC alle DOCG, per finire alle DE.CO. (denominazioni comunali) furono solo alcune delle battaglie vinte dal grande gastronomo milanese.
Di cucina sapeva meno ma si appoggiò ed appoggiò la consacrazione di Luigi Carnacina, collaboratore di Escoffier, con cui scrisse libri fondamentali per la riscoperta della cucina regionale italiana.
Fu editore, scrittore, maitre a penser, ma anche più prosaicamente direttore di stazioni sciistiche (al Tonale), promotore di iniziative turistico – gastronomiche (Caserta) e quant’altro.
Un uomo non facilmente classificabile perché aborriva le classifiche.
L’unica sua discriminante era la categoria alfabetica in cui tutti avevano il diritto di apparire.
“Luigi Veronelli” infatti è scritto secondo un ordine alfabetico di catalogazione degli argomenti, così come amava procedere lui stesso, ed è un libro da non perdere per tutti coloro  che amano le cose che Veronelli amava: donne, vino, cibo, comunicazione, terra, contadini… in assoluto ordine casuale; quello alfabetico o personale lo trovate nel libro.