Michael Braun: “Accoglienza e informatizzazione: siete indietro. Ma che buona la cucina…”

 

 

Dal 1996 in Italia, il giornalista e corrispondente tedesco Michael Braun sa ormai benissimo quali sono gli usi e i costumi del nostro Paese. Se di politica ha esperienza da vendere, parla senza problemi anche di società, cultura e gastronomia dello Stivale. E lo fa criticando molto, ma esaltando anche quelle che sono le caratteristiche peculiari del Bel Paese.

“Avete il patrimonio culturale più vasto al mondo. Purtroppo, però, siete rimasti molto molto indietro, benché ora si stia recuperando qualcosa. Sono stato recentemente al Museo di Berlino, dove l’accoglienza è davvero un punto in più. Trovi le caffetterie e un modo di trattare il turista diverso che in Italia. Un altro mondo. Oggi il vostro Paese ha recuperato un 30 – 40 per cento, ma è ancora lontana”. Bocciati dunque sull’accoglienza e pure su ciò che la cultura può offrire insieme alle opere vere e proprie: “Ho visitato un altro museo dove i bambini e i ragazzi potevano travestirsi da longobardi, il che permetteva a loro di divertirsi e di imparare qualcosa, ai genitori di godersi in pace la visita. In Italia queste cose non ci sono”.

Magari recuperiamo qualcosa con l’informatizzazione: “Se io compro un biglietto online, dovrei avere uno sconto perché evito un lavoro ad altri, faccio tutto da solo. Invece, da voi, si pagano 2-3 euro in più: è una cosa assurda. Ho fatto tutto io, al pc, risparmiando anche in tempo ai botteghini e vengo punito: perché?”.

Due su due: Italia con il pollice all’ingiù per Michael Braun. Per fortuna, c’è la gastronomia che ci tira su: “Da questo punto di vista siete vincitori in tutti i sensi. Solo in Asia, forse, qualche cucina può tenervi testa. In Germania esistono dei buoni piatti, ma sono molti, molti di meno. Voi avete la fortuna di poter contare su una cucina regionale ricca e varia. Da voi, un turista che si ferma due settimane, a tavola non si annoierà mai. In Baviera o a Belgrado, dopo due sere non ce la fai più perché ti propongono sempre il loro piatto tipico, che è uno soltanto. Alla fine, dici: basta”.

Altri vantaggi della cucina nostrana: “Ci sono i grandi chef, ma pure le osterie e le trattorie di campagna che preparano piatti favolosi e fanno spendere poco”. Infine, la varietà della gastronomia tricolore offre davvero a tutti la possibilità di vedere il palato soddisfatto: “Prendiamo i vegetariani. In Italia sanno di poter mangiare e di riempirsi la pancia grazie ai primi o alle pietanze. All’estero, invece, viene cucinata carne, carne e ancora carne con un po’ di contorno”.

Ricapitolando: in due materie veniamo rimandati, in un’altra promossi con lode. Chissà se fa media…